Quante volte ci siamo sentiti dire che possiamo mangiare un pò di tutto ma CON MODERAZIONE? Tutti noi abbiamo cibi che ci fanno scattare quella voglia matta e l’idea di assaggiarli (consumare con moderazione) e basta non ci passa nemmeno per l’anticamera del cervello! Consumare un alimento con moderazione è, per molti di noi, fonte di frustrazione e uno dei motivi per cui le diete falliscono.

Esiste una spiegazione scientifica al perché di fronte ad alcuni cibi ci sembra di non riuscire a fermarci, dovuta al fatto che questi alimenti “trigger” sono costituiti da un mix di grassi e zuccheri semplici o grassi e sale, sapientemente dosati per renderli estremamente palatabili. Pensate a una nota marca di “patatine che non sono patatine”: oltre alla combinazione esplosiva di sapori, anche la forma è studiata per sollecitare al massimo le papille gustative e al motto di “once you pop, you can’t stop” ce lo dicono pure che non riusciremo a fermarci!

Accanto a questo aspetto inoltre, esistono meccanismi mentali che scattano di fronte a cibi che riteniamo “proibiti”. Quando vogliamo dimagrire e abbiamo provato mille diete, tendiamo a dividere i cibi in due categorie: cibi dietetici e cibi che fanno ingrassare. Quindi se ci troviamo a desiderare di mangiare un cibo della lista nera, parte in automatico il giudizio negativo su noi stessi, tentiamo di convincerci che è meglio fare altre scelte e al posto dello snack magari mangiamo una mela. La mela però non ci soddisfa perché noi volevamo un altro cibo, allora ne mangiamo un’altra o scegliamo un altro cibo “sano”, con il risultato che abbiamo introdotto le stesse calorie del famigerato snack e rimaniamo ancora insoddisfatti! Come possiamo fare allora per coniugare l’esigenza di soddisfare la nostra voglia e dimagrire (o non ingrassare)? Possiamo iniziare a comportarci diversamente nei confronti di questi alimenti, provando a inserirli nella nostra alimentazione anche quotidianamente e in porzioni soddisfacenti.

Scegliamo un cibo che ci piace, ad esempio il gelato o i cereali da colazione o una torta e decidiamo di consumarne una porzione abbondante. Quindi per tornare agli esempi, non una coppetta piccola di gelato alla frutta ma una bella porzione alle creme, non 30 g di cereali come riportato sulle confezioni (che corrispondono a porzioni da svezzamento :-) ) ma magari 100 g, non una fettina trasparente di crostata ma una bella fetta.

Scelto questo alimento poi costruiamo intorno ad esso la nostra giornata alimentare: se utilizziamo delle porzioni, ridurremo un po’ grassi e/o zuccheri nei restanti pasti della giornata. Possiamo pesare i cibi all’inizio se ci fa sentire più tranquilli ma l’obiettivo finale è arrivare a fidarci di noi e del nostro corpo. L’importante è scegliere in anticipo e in modo consapevole il cibo che desideriamo di più e renderlo il protagonista della giornata. Possiamo farlo per alcuni giorni, una settimana o più fino a che sperimenteremo che questa smania pian piano svanisce: magari quel cibo resta comunque uno dei nostri preferiti ma inizia a venirci voglia anche di altro e ci rendiamo conto che non ne siamo più schiavi ma possiamo gestirlo. Non scappa, non devo finirlo perché chissà quando potrò rimangiarlo e non devo sentirmi in colpa per espiare i miei peccati. Questo “esperimento” si può ripetere con tutti i cibi che ci scatenano questi raptus famelici e, una volta sdoganati questi alimenti, ci renderemo conto che…è soltanto cibo! Questa tecnica l’ho appresa tanti anni fa seguendo un percorso ideato da una dr.ssa molto all’avanguardia (non si parlava ancora di dieta flessibile) e l’ho messo in pratica io stessa con successo. So già che ti starai chiedendo: “Eh ma l’alimentazione sana?? La dieta equilibrata? Non mi farà male mangiare così?” La mia risposta è che no, non ti farà male per vari motivi. Il primo è che non è per sempre ma per un tempo limitato, inoltre così facendo molto probabilmente eviterai abbuffate, scatenate dalla frustrazione, e quindi automaticamente non assumerai cibo in eccesso, che non ti serve. Poi un pasto un po’ godurioso non vuol dire che tutta la giornata sia all’insegna della anarchia alimentare: negli altri pasti anzi preferirai cibi a densità calorica inferiore come frutta, verdura, legumi, carne e pesce se li consumi, proprio per pregustarti il tuo pasto così accuratamente pensato e desiderato.

Curare minuziosamente la preparazione di quel pasto, il modo di cucinarlo, l’apparecchiare la tavola e il creare un ambiente piacevole e privo di distrazioni ti permetterà di assaporare quel determinato cibo e dare valore a questa esperienza: non mangiandolo più di nascosto, magari in fretta, da sola o mentre fai altre mille attività, in un certo senso ti autorizza a conferirgli il valore che merita e lo fa uscire dalla lista nera dei cibi cattivi

Provare per credere!

 

IMPORTANTE DISCLAIMER: le indicazioni fornite non si rivolgono a persone con disturbi del comportamento alimentare franchi e diagnosticati e non si sostituiscono quindi al parere dello specialista. Nell’articolo mi riferisco ad episodi di alimentazione emotiva non patologici che non hanno carattere di pervasività tale da determinare una riduzione della qualità di vita e un ostacolo nello svolgimento delle normali attività quotidiane

 

Foto di Lisa Fotios da Pexels

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