Le patologie tiroidee sono sempre più diffuse e l’ipotiroidismo è spesso causa di difficoltà nel dimagrimento anche a fronte di una dieta ipocalorica.

Per capirne di più a questo punto è d’obbligo una breve panoramica sul funzionamento della tiroide.

La tiroide è una ghiandola endocrina a forma di farfalla, situata nella regione anteriore del collo, la cui funzione è di secernere calcitonina, tiroxina (T4) e triiodotironina (T3).

T3 è la forma metabolicamente attiva dell’ormone tiroideo e costituisce circa il 7% (escludendola calcitonina) della secrezione ormonale della tiroide, mentre T4 ne costituisce il 93 %.

T4 viene trasformato in T3 nei tessuti periferici (muscoli, ad esempio) e T3 è circa 4 volte più potente per quanto riguarda gli effetti ormonali

EFFETTI DEGLI ORMONI TIROIDEI SU SPECIFICHE FUNZIONI CORPOREE

Metabolismo dei carboidrati: l’ormone tiroideo esalta gli aspetti del metabolismo glucidico come velocità di assunzione di glucosio nelle cellule e di assorbimento intestinale e secrezione di insulina

Metabolismo dei grassi: viene stimolato per azione degli ormoni tiroidei e in particolare i depositi di grasso vanno incontro a deplezione in misura maggiore di altri tessuti (da qui diminuzione di colesterolo e lipidi plasmatici nell’ipertiroidismo e aumento di colesterolo e trigliceridi nell’ipotiroidismo)

Metabolismo basale: una ipersecrezione tiroidea aumenta il metabolismo basale anche del 60-100%, mentre una ridotta secrezione lo può ridurre del 50 %

Peso corporeo: un forte aumento della secrezione di ormone tiroideo determina quasi sempre un calo di peso e viceversa una forte riduzione, ne determina un aumento.  Quasi sempre perché, una ipersecrezione tiroidea stimola spesso anche l’appetito e questo può mitigare la perdita di peso

Capite ora come sia importante ristabilire corretti valori di T3, assicurandosi di non perderlo attraverso una aumentata conversione in RT3 (T3 REVERSE)

Spesso infatti ci sono persone che lamentano i classici sintomi dell’ipotiroidismo pur avendo TSH, FT3 ed FT4 nei range di normalità.

In questo caso, oltre agli anticorpi anti TPO e antiTG utili per escludere una tiroidite, è opportuno dosare Rt3: questo parametro, se elevato, può infatti causare sintomi  come stanchezza cronica, faticabilità, perdita di capelli, debolezza muscolare, bradicardia

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Quali sono le cause di un aumento di Rt3?

  • Alti e prolungati livelli di stress: un’alta produzione di cortisolo (ormone dello stress) inibisce la normale attività tiroidea, aumentandola produzione di Rt3, in chiave evoluzionistica questo meccanismo probabilmente avviene perché rallentandole funzioni vitali (il metabolismo) il nostro organismo è messo nelle condizioni  di poter risparmiare energia per affrontare lunghi periodi di stress
  • Diete dimagranti estreme ed effetto yo-yo: una dieta dimagrante drastica e prolungata nel tempo rallenta il metabolismo
  • Bassi livelli di ferro: una carenza di ferro, spesso riscontabile in pazienti affetti da ipotiroidismo, è responsabile di una diminuita conversione di T4 in T3. Inoltre una carenza di ferro può contribuire ad acuire sintomi come fatica e stanchezza cronica
  • Esposizione a tossine da inquinanti: metalli pesanti, pesticidi , sostanze chimiche industriali sono anche chiamati perturbatori endocrini poiché interferiscono con l’attività ghiandolare ed ormonale e nello specifico bloccano i recettori e possono creare danni al tessuto tiroideo
  • Infiammazione sistemica: malattie autoimmuni, permeabilità intestinale, infiammazione latente possono far si che il corpo entri in modalità “risparmio” e rallenti tutte le funzioni vitali, tra cui il metabolismo. E’ il caso di infezioni virali latenti o della sindrome da stanchezza cronica

IPOTIROIDISMO

Ipotiroidismo e tiroidite di Hashimoto spesso rispondono bene ai farmaci ( in genere levotiroxina), mentre altre volte i pazienti in trattamento farmacologico lamentano ugualmente i sintomi (freddolosità associata a temperatura corporea bassa, stanchezza intensa, umore depresso, ritenzione di liquidi, alterazione del ciclo mestruale ed altri ancora) nonostante i valori degli esami di laboratorio (TSH, ft3, ft4) siano all’interno dei range di riferimento.

Cosa possiamo fare quindi per migliorare la funzionalità della tiroide attraverso l’alimentazione?

Nel caso di patologia autoimmune può essere di aiuto eliminare il glutine e i latticini

Esistono protocolli per autoimmunità che escludono cereali e legumi poiché contengono saponine e lectine, sostanze nocive per la patologia e solanacee (patate, melanzane, pomodori e peperoni)

Personalmente ritengo che una dieta di eliminazione così rigida non sia per tutti sostenibile nel lungo termine, ma potrebbe essere utile per un primo periodo di circa 3 mesi per poi reintrodurre, secondo tolleranza individuale, alcuni alimenti

Altri suggerimenti:

Incrementare l’apporto di Omega 3 attraverso il consumo di pesce pescato e non di allevamento, di piccola taglia come il pesce azzurro o attraverso l’integrazione

Controllare il valore di vitamina D ed integrarla se carente.

Consumare cibi ricchi di zinco e magnesio (contenuti in semi di zucca, noci, cereali in chicco integrali) e selenio (noci brasiliane, funghi e segale)

Il sale iodato non è consigliato poiché composto in massima parte da cloruro di sodio a cui è aggiunta una piccola percentuale di iodio. Molto meglio utilizzare il sale marino integrale non trattato

Curare il microbiota intestinale e lavorare per rispristinare l’impermeabilità attraverso inulina, alimenti fermentati e glutammina

Fare attenzione ai cosiddetti PERTURBATORI ENDOCRINI ossia sostanze come ftalati, xenoestrogeni, parabeni, petrolati che sembrano avere  un ruolo diretto sullo sviluppo di determinate patologie (ad esempio l’endometriosi) e sull’alterazione dell’attività endocrina

A questo scopo può essere utile:

  • Ridurre il consumo di alimenti confezionati con materiali plastici e alluminio (merendine, yogurt, salumi in busta, insalate già pronte,..)
  • Utilizzare contenitori di vetro per conservare il cibo in frigorifero e in freezer e per mettere in ammollo cereali e legumi
  • Scegliere carne biologica allevata ad erba (GrassFed)
  • Evitare di consumare bevande calde in contenitori di plastica
  • Ridurre o eliminare l’uso di stoviglie di plastica (anche per microonde)
  • Preferire utensili in legno per cucinare

Una breve riflessione su questo disturbo da un punto di vista olistico

Uno dei principali sintomi dell’ipotiroidismo è il rallentamento fisico e psichico, in chiave psicosomatica questo disturbo può essere letto come il fatto che la psiche si rifiuta di continuare ad accettare lo stile di vita che si sta conducendo.

La lentezza nei movimenti e nel pensiero, la pesantezza, il ristagno di liquidi sono modalità che trova la psiche, attraverso il corpo, per manifestare la volontà di smettere di affrontare la realtà nel modo utilizzato fino ad ora.

Spesso può insorgere dopo un evento traumatico in cui la persona si trova in contrasto con ciò che realmente desidera, in una situazione in cui non riesce a dire di no, rinunciando ad esprimersi in uno o più ambiti della vita.

Secondo la PsicoNeuroEndocrinoImmunologia (PNEI), una disciplina che si occupa di studiare la relazione tra psiche, sistema immunitario, nervoso ed endocrino, la produzione di autoanticorpi (come si verifica nella sindrome di Hashimoto) è diretta conseguenza di una attivazione emozionale provocata da un vissuto di dolore, rabbia, sofferenza, sconforto o angoscia per periodi di tempo prolungati

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BIBLIOGRAFIA

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Foto di Devon Breen

 

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