Ti è mai capitato di non riuscire a mangiare quasi nulla fuori casa, e poi rientrare la sera e non smettere più? Non è mancanza di volontà. Non è ingordigia. È il tuo sistema nervoso che sta facendo esattamente quello per cui è stato progettato.
Una ragazza che mi segue mi ha scritto qualcosa che ho sentito risuonare profondamente: “Somatizzo lo stress e l’ansia nello stomaco e questo non mi permette di alimentarmi in modo corretto durante la giornata. Quando sono fuori non mi godo mai un pasto rilassato, e poi a casa mi abbuffo.”
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Ascolta "L’ansia mi chiude lo stomaco…ma poi mi abbuffo" su Spreaker.Ecco l’articolo completo e definitivo.
Ansia e abbuffate: perché non mangi tutto il giorno e poi non riesci a fermarti
Ti è mai capitato di non riuscire a mangiare quasi nulla fuori casa, e poi rientrare la sera e non smettere più? Non è mancanza di volontà. Non è ingordigia. È il tuo sistema nervoso che sta facendo esattamente quello per cui è stato progettato.
Una ragazza che mi segue mi ha scritto qualcosa che ho sentito risuonare profondamente: “Somaticizzo lo stress e l’ansia nello stomaco e questo non mi permette di alimentarmi in modo corretto durante la giornata. Quando sono fuori non mi godo mai un pasto rilassato, e poi a casa mi abbuffo.”
Se ti riconosci in queste parole, questo articolo fa per te.
Cosa succede nel tuo corpo quando sei ansiosa
Per capire il meccanismo ansia-abbuffata, bisogna fare un passo indietro e guardare a quello che succede dentro di te quando sei sotto stress.
Il nostro sistema nervoso autonomo ha due modalità principali. La prima è il sistema simpatico, quello della “lotta o fuga”: si attiva in situazioni di pericolo o stress acuto, aumenta il battito cardiaco, rilascia adrenalina, prepara il corpo a reagire. La seconda è il sistema parasimpatico, quello del “riposo e digestione”: si attiva quando sei al sicuro e rilassata, e permette agli organi digestivi di lavorare bene.
Quando sei fuori, in università, al lavoro, in un contesto sociale che ti mette sotto pressione, il tuo sistema simpatico prende il sopravvento. La digestione diventa una funzione secondaria. Lo stomaco si chiude. Non hai fame, o meglio: il tuo corpo non ti manda il segnale della fame perché è occupato a gestire la tensione.
Lo stress cronico stimola anche la produzione di cortisolo e adrenalina, che aumentano l’acido gastrico e possono causare bruciore, acidità, reflusso. Non è solo nella tua testa: il tuo stomaco sente davvero quello che senti tu.
Perché ansia e abbuffate vanno sempre a braccetto
Arrivi a casa. Finalmente sei al sicuro. La tensione cala, il sistema parasimpatico si riattiva, e insieme a lui arriva tutta la fame che hai trattenuto per ore.
Ma non è solo fame fisica. Ci sono almeno tre fattori che si sommano in quel momento.
La fame accumulata. Non hai mangiato abbastanza durante il giorno, o hai mangiato in modo distratto e frettoloso, senza registrare davvero quello che hai messo in bocca. Il corpo ha un debito da colmare.
La sindrome da ultima cena. Se una parte di te sa già che domani si ripeterà la stessa scena, scatta un meccanismo automatico: mangia il più possibile adesso, perché dopo non potrai. È uno dei pattern più comuni nel ciclo restrizione-abbuffata-senso di colpa, e uno dei primi che affrontiamo nel percorso 1:1 “Fai pace con il cibo con il mindful eating”.
Il cibo come sollievo emotivo. Dopo una giornata intensa, mangiare può sembrare l’unico modo per abbassare la tensione. Ed è un sollievo reale, almeno sul momento. Il problema è quello che arriva dopo: senso di colpa, vergogna, stress. E il ciclo ricomincia.
Tre cose concrete che puoi fare
Non ti darò una lista di regole rigide da seguire. Ti do tre cose semplici, che puoi iniziare a sperimentare da subito.
Ritagliati almeno venti minuti per mangiare
Sembra banale, ma non lo è. Molte di noi passano la pausa pranzo al telefono, rispondendo alle email, risolvendo problemi. Il corpo non ha il tempo di uscire dalla modalità simpatica, e la digestione ne risente. Venti minuti seduta, lontana dallo schermo, sono un atto concreto di cura verso te stessa, non un lusso.
Aggiungi un respiro prima di mangiare
Tre respiri profondi prima di iniziare a mangiare. Inspira per quattro tempi, espira per otto. Sembra troppo semplice per funzionare, ma questo schema di respirazione attiva direttamente il sistema parasimpatico e abbassa il livello di tensione nel giro di pochi secondi. Provalo per una settimana e osserva cosa cambia.
Autorizzati a mangiare quando hai fame, non quando “tocca”
Se rientri alle 18:30 e alle 20:00 si cena ma tu hai già fame, non aspettare. Preparati uno spuntino, siediti, mangialo lentamente. Non saranno quei dieci minuti a rovinare nulla. Arrivare alla cena con una fame fuori controllo è molto più problematico che fare uno spuntino “fuori orario.” Il tuo corpo non funziona a orari fissi: funziona a segnali. Imparare ad ascoltarli è una delle cose più importanti che puoi fare per il tuo rapporto con il cibo.
Quello che puoi portarti a casa
Ansia e abbuffate non sono un problema di carattere o di forza di volontà. Sono una risposta fisiologica e psicologica a un sistema che è sotto pressione. Capire questo è già il primo passo per uscire dal loop.
Se senti che queste strategie da sola non bastano e vorresti un supporto più personale, scopri il percorso 1:1 “Fai pace con il cibo con il mindful eating”: lavoriamo insieme sul tuo rapporto con il cibo, partendo da quello che vivi davvero
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