“Come faccio a capire quando sono sazia?” È una delle domande che mi sento rivolgere più spesso. E dietro c’è sempre qualcosa di più profondo: anni di diete, di regole esterne, di senso di colpa che hanno reso sempre più difficile ascoltare quello che il corpo sta cercando di dire. In questo articolo ti spiego da dove iniziare.

Se preferisci ascoltare, ecco l’episodio del podcast:

Ascolta "Come faccio a capire quando sono sazia" su Spreaker.

Sazietà e pienezza non sono la stessa cosa

Prima di tutto è importante chiarire una cosa. Se hai vissuto periodi di restrizione alternati ad abbuffate, è possibile che tu abbia imparato ad associare la sazietà all’estrema pienezza, quella sensazione pesante e a volte dolorosa che arriva dopo aver mangiato troppo.

Ma la sazietà vera è qualcosa di diverso. È quella sensazione tranquilla in cui sei a posto, stai bene, non hai più desiderio di mangiare. Non disagio, non gonfiore: semplicemente equilibrio.

Riconoscere questa differenza è il punto di partenza. Perché finché associamo il “basta” al dolore fisico, sarà molto difficile fermarsi prima.

Perché le diete non ti insegnano ad ascoltarti

Una dieta ti dà sicurezza perché qualcun altro decide per te cosa, quanto e quando mangiare. Ma questo, nel tempo, ti allontana sempre di più dai tuoi segnali reali.

Quando la dieta non prevede il gelato e tu lo mangi, ti senti in colpa e senti di aver mandato tutto in malora. Quando hai più fame del solito, non puoi seguirla perché “non è previsto”. Risultato: smetti di fidarti di te stessa e ti affidi sempre più a regole esterne.

Il problema è che le regole esterne non conoscono il tuo corpo. Non sanno che oggi hai dormito poco, che hai avuto una giornata stressante, che il tuo ciclo è in arrivo. I tuoi segnali sì.

I due passi per iniziare a riconoscere la sazietà

Il primo passo è togliere il valore morale al cibo. Finché esistono cibi “buoni” e cibi “cattivi”, ogni scelta alimentare diventa un giudizio su di te. E quando mangi qualcosa di “proibito”, la mente è così occupata nel senso di colpa che non riesce ad ascoltare il corpo.

Fare pace con il cibo, tutti i cibi, è la base. Non significa mangiare tutto senza criterio: significa che il gelato non è il nemico, è semplicemente un cibo con certe caratteristiche. Una volta che lo sai, puoi scegliere liberamente se mangiarlo, quando e quanto, in base a come ti fa stare davvero.

Il secondo passo è osservare come ti fanno stare le tue scelte. Non in modo maniacale, non contando calorie. Ma con la curiosità di una scienziata. Hai mangiato il gelato a merenda e sei arrivata a cena con troppa fame? Questa è un’informazione utile, non uno sgarro da punire. La prossima volta puoi scegliere diversamente, oppure no, sapendo già cosa aspettarti.

Questo tipo di osservazione, nel tempo, ti restituisce una conoscenza del tuo corpo che nessuna dieta potrà mai darti. Se vuoi lavorarci con un supporto, scopri il percorso 1:1 “Fai pace con il cibo con il mindful eating”: è pensato esattamente per questo.

Come ascoltare i segnali del tuo corpo

So che l’idea di affidarti ai segnali del corpo può spaventare. Magari pensi: “Se mi ascolto, mangerò all’infinito e perderò il controllo.”

Ma la sensazione di perdere il controllo è quasi sempre la conseguenza diretta della restrizione. Quando ti proibisci qualcosa a lungo, il corpo lo vuole sempre di più. Quando smetti di proibirti, quella fame ossessiva si calma.

Ecco alcune cose concrete che puoi iniziare a fare. Prenditi un momento prima di mangiare per chiederti quanto hai fame, su una scala da uno a dieci. A metà pasto fai una pausa e chiediti come stai. Tieni nota mentale, o su un diario, di come ti senti dopo i pasti: non le calorie, ma il livello di sazietà e benessere nel breve e nel lungo termine. Procedi per tentativi, senza aspettarti di riuscirci subito. Non c’è una risposta giusta o sbagliata: ci sono le tue risposte, e quelle più o meno coerenti con quello che vuoi per te.

Quello che puoi portarti a casa

Imparare a capire quando sei sazia non è una questione di controllo o di forza di volontà. È una questione di ascolto, e l’ascolto si impara. Richiede tempo, pratica e molta gentilezza verso te stessa.

Ma quando inizia a funzionare, cambia tutto. Non hai più bisogno di regole esterne per sapere quando fermarti. Sei tu a guidare.

Se senti che questo percorso vorresti farlo con un supporto, scopri il percorso 1:1 “Fai pace con il cibo con il mindful eating”: lavoriamo insieme, partendo da dove sei adesso.

Se vuoi capire se posso aiutarti, puoi prenotare una call conoscitiva gratuita con me. Parliamo un po’ e vediamo insieme da dove iniziare.

 

Immagine di drobotdean da Freepik

 

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