Se finire tutto quello che hai nel piatto è automatico, qualcosa che fai senza pensarci, sappi che non sei sola. Per moltissime delle donne con cui lavoro, avanzare anche solo un boccone è una delle cose più difficili da fare, e spesso nemmeno la considerano un’opzione reale.
In questo articolo ti spiego perché succede e perché imparare a farlo può cambiare profondamente il tuo rapporto con il cibo.
Se preferisci ascoltare, ecco la puntata del podcast:
Ascolta "Perché dovresti avanzare del cibo" su Spreaker.Perché è così difficile avanzare cibo nel piatto
La risposta quasi sempre viene da lontano. Dalla frase che ci hanno ripetuto da bambine: “Pensa ai bambini che muoiono di fame.” Dal timore di non onorare chi ha cucinato per noi. Dalla sensazione che lasciare qualcosa significhi sprecare, perdere, togliersi qualcosa.
A queste convinzioni si aggiunge spesso una regola implicita: è il piatto a decidere quanto devi mangiare, non tu. A livello logico sai benissimo che potresti fermarti prima. Ma quando sei lì, con il tuo cibo preferito davanti, inizia la fame, o la stanchezza, o la tensione della giornata, e avanzare qualcosa semplicemente non viene in mente.
Non è debolezza. È un automatismo che si è costruito nel tempo, e come tutti gli automatismi, si può disimparare.
Avanzare qualcosa è un esercizio potentissimo
Se hai un rapporto complicato con il cibo, se conosci bene il ciclo abbuffata-senso di colpa-restrizione, imparare ad avanzare qualcosa è uno degli esercizi più utili che puoi fare. Non perché dimagrire, ma perché ti insegna una cosa fondamentale: sei tu a decidere, non il piatto.
Puoi iniziare con pochissimo. Un boccone. Mezza forchettata. Non importa quanto. Quello che importa è fare esperienza concreta di poter interrompere un automatismo in un momento tranquillo, scelto da te, senza essere in preda a emozioni forti.
Hai presente quando ti dico che hai il potere di fermarti dopo uno, due, dieci biscotti? Per sentire davvero quel potere non basta saperlo: bisogna sperimentarlo. Ed è molto più facile sperimentare quando sei emotivamente tranquilla che quando sei sopraffatta. Se vuoi capire come lavorare su questi meccanismi in modo più strutturato, scopri il percorso 1:1 “Fai pace con il cibo con il mindful eating”.
La paura della fame che ti tiene prigioniera
C’è un altro motivo, meno ovvio, che può impedirti di avanzare cibo nel piatto: la paura che se non finisci adesso, dopo non potrai più mangiare.
Le regole su quando e quanto mangiare sono ovunque. Una delle più diffuse è che mangiare tardi fa ingrassare perché “non bruci” quello che hai mangiato. Noi sappiamo che il principio che governa il peso è il deficit calorico, non l’orario dei pasti. Ma questa convinzione è radicata, e finché non ti dai il permesso di ascoltare la tua fame e di mangiare se hai fame, anche fuori orario, finirai tutto quello che hai nel piatto per precauzione, non per appetito.
Come iniziare: prova questo esperimento
Se solo l’idea di avanzare qualcosa ti mette a disagio, non cercare di farlo alla perfezione. Prendilo come un esperimento. Affrontalo con la curiosità di una scienziata, senza aspettarti un risultato preciso, solo aperta a osservare cosa succede.
Mentre fai questo esperimento, puoi farti queste domande. Che ricordi ho da bambina rispetto al finire tutto nel piatto? Che significato do al finire la mia porzione? Ha a che fare con il mio valore? Ho paura che se avanzo adesso, dopo non potrò più mangiare?
Non serve rispondere subito. Basta osservare. Quello che emerge durante questi esperimenti, se rimani in ascolto, può dirti cose preziose su di te e sul tuo rapporto con il cibo.
Quello che puoi portarti a casa
Imparare ad ascoltare il tuo corpo quando dice basta è una delle competenze più preziose che puoi sviluppare. Non è qualcosa che succede dall’oggi al domani, e non è qualcosa che puoi forzare. Richiede pratica, gentilezza verso te stessa, e tempo.
Ma quando ci arrivi, mangiare fuori smette di fare paura. Non hai più bisogno di scegliere il piatto meno calorico, di trattenerti durante il giorno e poi abbuffarti a casa. Sei tu a guidare, non le regole.
Se senti che questo schema si ripete e vorresti lavorarci con un supporto, scopri il percorso 1:1 “Fai pace con il cibo con il mindful eating”: è pensato esattamente per questo.
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